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Discopatia

Domanda:

Soffro di discopatia, quale terapia mi consigliereste?

Risposta:

Per discopatia si intende la degenerazione dell’anello/disco che è interposto fra le vertebre della colonna e che per tale motivo è noto anche come disco intervertebrale, di consistenza fibro-elastica, composto da una parte esterna detta anello fibroso e da un nucleo interno polposo costituito da una sorta di gel deformabile resistente alle compressioni. La funzione del nucleo polposo è di assorbire e ridistribuire in modo uniforme alla periferia le sollecitazioni di carico, evitando una spinta eccessiva dell’anello fibroso, il quale potrebbe lacerarsi formando la cosiddetta ernia del disco (quando il nucleo polposo fuoriesce dall’anello fibroso e, in certi casi, può anche migrare nel canale vertebrale).

discopatia

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In generale, comunque, il disco nella sua interezza ha l’obiettivo di garantire il movimento reciproco delle vertebre in modo che la colonna abbia un movimento fluido ed armonioso. Nel momento in cui ci si trova di fronte a un deterioramento del disco, la struttura può andare in sofferenza e il soggetto se ne accorge a causa del dolore nel tratto della colonna interessato: i segmenti della colonna più soggetti alla discopatia sono senza dubbio il tratto finale della colonna cervicale tra la quarta e settima vertebra cervicale e soprattutto la zona tra la terza vertebra lombare e il sacro, cioè i punti in cui la nostra colonna è maggiormente soggetta allo stress da movimento.

 

La diagnosi viene solitamente fatta svolgere dal medico curante tramite iniziale radiografia, attraverso la quale è visibile ad esempio lo spazio ridotto fra vertebre, segno di assottigliamento del disco, e successivamente tramite risonanza magnetica, con cui si può giudicare la condizione dei dischi.

Si possono rintracciare quattro cause principali alla degenerazione del disco:

  • Traumatiche: riconducibili a uno sforzo eccessivo/a un trauma.
  • Degenerative: non dovute a un trauma, bensì a fattori legati alla genetica, all’età, al sovrappeso, alla vita sedentaria.
  • Infettive: malattie quali streptococco, tubercolosi, stafilococco possono danneggiare il disco.
  • Infiammatorie: infiammazioni del disco che possono colpire giovani e adulti.

Ora, una volta appurato in un soggetto che si tratta di discopatia, come si può porre rimedio?

La premessa che va fatta, per quanto ovvia, è sempre di prevenire il più possibile queste situazioni attraverso una vita non sedentaria, l’attenzione all’aumento di peso e al consumo di fumo e alcool, oltre che nel compiere movimenti di sforzo eccessivo, per esempio sollevando pesi o compiendo lavori pesanti e usuranti. Ciò detto, la cura iniziale sarà probabilmente di carattere conservativo, invitando il paziente al riposo da sforzi eccessivi, senza che questo significhi lo stare fermo a letto tutto il giorno, anzi, è dimostrato da diversi studi che ciò peggiorerebbe la situazione poiché il focus deve rimanere sempre sul miglioramento/mantenimento di un equilibrio muscolare che è fondamentale per non avere più dolore. Dopodiché, è bene stabilire col proprio specialista (fisiatra e fisioterapista) una terapia antinfiammatoria adatta, per esempio a seconda dei casi può essere benefico l’uso di Laser Co2, Tecarterapia o Massoterapia. Una volta che l’infiammazione si è estinta o comunque fortemente alleviata, arriva il momento più importante, quello cioè della ginnastica posturale e correttiva, fatta di esercizi mirati per migliorare il proprio stato dei muscoli con lo scopo già citato di costruire un equilibrio muscolare fondamentale per non avere in futuro più dolore.

Solo nei casi gravi e ritenuti dagli specialisti irrimediabili con la terapia conservativa, si potrà valutare di ricorrere a un intervento chirurgico che dovrà ricostruire e riparare le zone usurate, e tutto ciò è reso meno ostico grazie alle moderne tecniche chirurgiche mini invasive e ai progressi della tecnologia nel campo dei materiali biocompatibili.